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Richiesta permessi L. 104 al datore di lavoro

Lettera pronta da inviare, con i riferimenti normativi gia' inseriti. Destinatario: Datore di lavoro.

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Hai il riconoscimento della L. 104/92 (tuo o di un familiare) e vuoi richiedere i permessi retribuiti al datore di lavoro.

La lettera va indirizzata a: Datore di lavoro. Richiesta scritta al datore di lavoro (ufficio HR/personale), con copia del verbale L. 104 della commissione medica.

La richiesta si fonda su Art. 33 L. 104/1992 (Agevolazioni per portatori di handicap grave), richiamato insieme a Art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001 (Congedo straordinario retribuito) e Circolare INPS n. 32/2012 (Chiarimenti permessi L. 104). Sono gli stessi riferimenti che trovi citati nel fac-simile qui sotto.

Il termine di riscontro suggerito è di 15 giorni. Se il destinatario non risponde o respinge la richiesta, il passaggio successivo è rivolgersi a Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Cosa ti serve per compilarla

  • Datore di lavoro
  • Chi è il titolare della L. 104?
  • Comma riconosciuto
  • Tipo di permesso richiesto
  • Note aggiuntive

Sono i campi del generatore: le informazioni restano nel browser e non vengono conservate.

Cosa sapere prima di inviare

Base legale

  • Art. 33 L. 104/1992 (Agevolazioni per portatori di handicap grave)
  • Art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001 (Congedo straordinario retribuito)
  • Circolare INPS n. 32/2012 (Chiarimenti permessi L. 104)

Come e quando inviare

Richiesta scritta al datore di lavoro (ufficio HR/personale), con copia del verbale L. 104 della commissione medica.

Destinatario: Datore di lavoro. Termine di riscontro suggerito: 15 giorni.

I permessi L. 104 comma 3 sono un diritto del lavoratore: il datore non può rifiutarli

Cosa fare, passo per passo

  1. 1

    Presenta la richiesta formale al datore con copia del verbale L. 104

  2. 2

    Se rifiuta, segnalazione all'Ispettorato del Lavoro Ispettorato Nazionale del Lavoro

    https://www.ispettorato.gov.it
  3. 3

    Il rifiuto dei permessi L. 104 costituisce discriminazione (D.Lgs. 216/2003)

Fac-simile della lettera

Questo è il modello che generiamo per questa casistica (esempio per [Datore di lavoro]). Compilando il modulo, i campi tra parentesi quadre vengono sostituiti con i tuoi dati.

[NOME COGNOME]
[INDIRIZZO]
C.F.: [CODICE FISCALE]
Email: [EMAIL]

Spett.le [Datore di lavoro]
[Indirizzo / PEC del destinatario]

4 agosto 2026

OGGETTO: RICHIESTA DI FRUIZIONE DEI PERMESSI ex art. 33 L. 104/1992

RACCOMANDATA A.R. / PEC

Spett.le [Datore di lavoro],

con la presente, il/la sottoscritto/a [NOME COGNOME], nato/a a __________, residente in [INDIRIZZO], C.F. [CODICE FISCALE], in qualità di interessato/a,

PREMESSO CHE:
- presto servizio alle dipendenze di [DATORE DI LAVORO];
- la condizione di handicap è riconosciuta in capo a il/la sottoscritto/a, in quanto lavoratore/lavoratrice con disabilità riconosciuta;
- l'art. 33 della L. 104/1992 riconosce al lavoratore, nelle situazioni ivi previste, il diritto a permessi mensili retribuiti coperti da contribuzione figurativa, e l'art. 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 disciplina il congedo straordinario retribuito;

TUTTO CIÒ PREMESSO, CHIEDO:
1. la fruizione dei tre giorni di permesso mensile retribuito, con decorrenza dalla prima data utile;
2. La conferma scritta dell'accoglimento della richiesta e delle modalità organizzative di fruizione, concordate secondo criteri di reciproca correttezza;
3. Che la fruizione non incida sulla retribuzione, sulla maturazione delle ferie e degli altri istituti, secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile;
4. Il trattamento della documentazione sanitaria allegata nel rispetto della riservatezza, con accesso limitato al personale strettamente necessario.

Si allega copia del verbale di accertamento e la documentazione richiesta dalla normativa.

BASI GIURIDICHE:
- Art. 33 L. 104/1992 (Agevolazioni per portatori di handicap grave)
- Art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001 (Congedo straordinario retribuito)
- Circolare INPS n. 32/2012 (Chiarimenti permessi L. 104)

Per quanto sopra esposto, CHIEDO FORMALMENTE che quanto sopra richiesto sia adempiuto entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, ai sensi della normativa vigente.

In difetto, mi riservo di adire le vie legali e/o di presentare segnalazione alle Autorità competenti (Ispettorato Nazionale del Lavoro), con ogni conseguenza di legge, incluso il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

In attesa di Vostro cortese e sollecito riscontro, porgo distinti saluti.

4 agosto 2026

_______________________________
[NOME COGNOME]
(firma)

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Documento generato tramite imieidiritti.it
Questo documento non costituisce consulenza legale.

Domande frequenti

A chi va inviata la lettera per richiesta permessi L. 104 al datore di lavoro?

La lettera va indirizzata a: Datore di lavoro. Richiesta scritta al datore di lavoro (ufficio HR/personale), con copia del verbale L. 104 della commissione medica.

Quali dati servono per compilare la lettera?

Ti servono: datore di lavoro, chi è il titolare della L. 104?, comma riconosciuto, tipo di permesso richiesto e note aggiuntive. Sono tutti campi del generatore: le informazioni restano nel browser e non vengono conservate.

Entro quanto tempo devono rispondere?

E' consigliabile concedere un termine di 15 giorni dal ricevimento. Trascorso tale termine senza risposta adeguata, puoi passare al livello di escalation successivo.

Cosa fare se non rispondono o rifiutano?

Se la controparte non risponde o respinge la richiesta, puoi rivolgerti a Ispettorato Nazionale del Lavoro. Trovi il percorso passo per passo, con le autorita' competenti e i termini, nella sezione dedicata di questa pagina.

Su quali norme si basa la lettera per richiesta permessi L. 104 al datore di lavoro?

La lettera richiama: Art. 33 L. 104/1992 (Agevolazioni per portatori di handicap grave); Art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001 (Congedo straordinario retribuito); Circolare INPS n. 32/2012 (Chiarimenti permessi L. 104).

Quante probabilita' ci sono di ottenere un esito positivo?

I permessi L. 104 comma 3 sono un diritto del lavoratore: il datore non può rifiutarli

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