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Addebiti ricorrenti non autorizzati

Lettera pronta da inviare, con i riferimenti normativi gia' inseriti. Destinatario: Fornitore del servizio.

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Ti vengono addebitati importi ricorrenti senza il tuo consenso esplicito, spesso dopo un periodo di prova gratuita o tramite dark patterns.

La lettera va indirizzata a: Fornitore del servizio. PEC (consigliata) o raccomandata A/R.

La richiesta si fonda su Art. 22 e 25 D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo - pratiche commerciali scorrette), richiamato insieme a Art. 67-duodecies D.Lgs. 206/2005 (servizi finanziari a distanza) e Direttiva (UE) 2019/770 (contenuti e servizi digitali). Sono gli stessi riferimenti che trovi citati nel fac-simile qui sotto.

Il termine di riscontro suggerito è di 15 giorni. Se il destinatario non risponde o respinge la richiesta, il passaggio successivo è rivolgersi a ConciliaWeb (AGCOM).

Il modello è già predisposto per Netflix International B.V., Spotify AB, Disney+ (The Walt Disney Company), DAZN Limited e Amazon Prime (Amazon EU S.a r.l.) e per gli altri operatori del settore: selezionando il destinatario nel generatore, PEC e moduli ufficiali vengono compilati automaticamente.

Cosa ti serve per compilarla

  • Nome del servizio / app / sito
  • Importo del singolo addebito (EUR)
  • Numero di addebiti non autorizzati ricevuti
  • Data del primo addebito non autorizzato
  • Come è nato l'addebito
  • Metodo di pagamento addebitato
  • Dettagli

Sono i campi del generatore: le informazioni restano nel browser e non vengono conservate.

Cosa sapere prima di inviare

Base legale

Come e quando inviare

PEC (consigliata) o raccomandata A/R.

Destinatario: Fornitore del servizio. Termine di riscontro suggerito: 15 giorni.

Cosa fare, passo per passo

  1. 1

    Invia il reclamo al fornitore del servizio

    Attendi 30 giorni per una risposta

  2. 2

    Per servizi telefonici/internet, conciliazione su ConciliaWeb (AGCOM)

    https://conciliaweb.agcom.it
  3. 3

    Per pratiche commerciali scorrette, segnala a AGCM

    https://www.agcm.it/segnala

Fac-simile della lettera

Questo è il modello che generiamo per questa casistica (esempio per Netflix International B.V.). Compilando il modulo, i campi tra parentesi quadre vengono sostituiti con i tuoi dati.

[NOME COGNOME]
[INDIRIZZO]
C.F.: [CODICE FISCALE]
Email: [EMAIL]

Spett.le [Fornitore del servizio]
[Indirizzo / PEC del destinatario]

4 agosto 2026

OGGETTO: RECLAMO FORMALE - Addebiti ricorrenti non autorizzati - [FORNITORE]

RACCOMANDATA A.R. / PEC

Spett.le [Fornitore del servizio],

con la presente, il/la sottoscritto/a [NOME COGNOME], nato/a a __________, residente in [INDIRIZZO], C.F. [CODICE FISCALE], in qualità di consumatore ai sensi del D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo),

PREMESSO CHE:
- risulto intestatario/a del rapporto con [FORNITORE];
- ho riscontrato addebiti ricorrenti non autorizzati sul mio strumento di pagamento per un importo di € [IMPORTO] ciascuno, disposti su lo strumento di pagamento indicato;




- tali addebiti sono stati effettuati senza il mio consenso esplicito, in violazione degli Artt. 5 e 11 del D.Lgs. 11/2010 (attuazione PSD2 - autorizzazione dell'operazione di pagamento) e dell'Art. 66-quinquies del D.Lgs. 206/2005 (fornitura non richiesta);

TUTTO CIÒ PREMESSO, CHIEDO:
1. La cessazione immediata di ogni addebito ricorrente;
2. Il rimborso integrale di tutti gli addebiti non autorizzati, per l'intero periodo interessato, oltre interessi legali;
3. La conferma scritta della cancellazione dei miei dati di pagamento;
4. L'invio di un prospetto dettagliato di tutti gli addebiti effettuati.

BASI GIURIDICHE:
- Art. 22 e 25 D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo - pratiche commerciali scorrette)
- Art. 67-duodecies D.Lgs. 206/2005 (servizi finanziari a distanza)
- Direttiva (UE) 2019/770 (contenuti e servizi digitali)
- Art. 640 c.p. (Truffa) ove applicabile

Per quanto sopra esposto, CHIEDO FORMALMENTE che quanto sopra richiesto sia adempiuto entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, ai sensi della normativa vigente.

In difetto, mi riservo di adire le vie legali e/o di presentare segnalazione alle Autorità competenti (ConciliaWeb (AGCOM), AGCM), con ogni conseguenza di legge, incluso il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

In attesa di Vostro cortese e sollecito riscontro, porgo distinti saluti.

4 agosto 2026

_______________________________
[NOME COGNOME]
(firma)

---
Documento generato tramite imieidiritti.it
Questo documento non costituisce consulenza legale.

Fornitore del servizio e moduli ufficiali

Domande frequenti

A chi va inviata la lettera per addebiti ricorrenti non autorizzati?

La lettera va indirizzata a: Fornitore del servizio. PEC (consigliata) o raccomandata A/R.

Quali dati servono per compilare la lettera?

Ti servono: nome del servizio / app / sito, importo del singolo addebito (EUR), numero di addebiti non autorizzati ricevuti, data del primo addebito non autorizzato, come è nato l'addebito, metodo di pagamento addebitato e dettagli. Sono tutti campi del generatore: le informazioni restano nel browser e non vengono conservate.

Entro quanto tempo devono rispondere?

E' consigliabile concedere un termine di 15 giorni dal ricevimento. Trascorso tale termine senza risposta adeguata, puoi passare al livello di escalation successivo.

Cosa fare se non rispondono o rifiutano?

Se la controparte non risponde o respinge la richiesta, puoi rivolgerti a ConciliaWeb (AGCOM), AGCM. Trovi il percorso passo per passo, con le autorita' competenti e i termini, nella sezione dedicata di questa pagina.

Su quali norme si basa la lettera per addebiti ricorrenti non autorizzati?

La lettera richiama: Art. 22 e 25 D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo - pratiche commerciali scorrette); Art. 67-duodecies D.Lgs. 206/2005 (servizi finanziari a distanza); Direttiva (UE) 2019/770 (contenuti e servizi digitali); Art. 640 c.p. (Truffa) ove applicabile.

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